I SOCIAL NETWORK – LA CONOSCENZA PER IL MIGLIOR UTILIZZO

I SOCIAL NETWORK – LA CONOSCENZA PER IL MIGLIOR UTILIZZO

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I Social Network

Il Mondo del Web

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CONSIGLI UTILI PER L’UTILIZZO DEI SOCIAL NETWORK

 

I social network sono anche terreno fertile per i cyberbulli che scattano e trasferiscono in Rete fotografie imbarazzanti, oppure prendono di mira un utente, allontanandolo dalle discussioni con parole offensive, creando situazioni a volte tragiche. La Rete è un potente amplificatore delle informazioni, consente di comunicare in modo veloce e capillare: un vantaggio che si può trasformare in problema, quando il contenuto diffuso è dannoso.

Di seguito una lista di consigli pratici, messi a disposizione da i più importanti organismi che

si occupano di Internet e sicurezza. 7

E’ fondamentale che gli utenti che hanno intenzione di iscriversi a un social network leg• gano nel dettaglio tutte le indicazioni rispetto alle norme che regolano la Privacy e le linee

guida del regolamento.

Occorre fare attenzione alle impostazioni predefinite. Nella maggior parte dei social net• work si può limitare l’accesso alle informazioni private ad alcune persone: è bene assicurarsi che l’accesso sia consentito soltanto alle persone conosciute.

Non accettare la richiesta di “amicizia” di persone che non si conoscono direttamente o, se • lo si fa, occorre almeno aumentare le misure di sicurezza.

Non pubblicare dati sensibili e che consentano i contatti nella vita reale (come numero di • telefono, indirizzo, etc.).

E’ altamente sconsigliato rendere pubblici tutti i propri dati personali, nonché accettare • incontri con persone conosciute in Rete di cui non si ha conoscenza precisa.

Non caricare immagini e video che ritraggono altre persone, senza che queste ne siano • informate e abbiano dato la propria autorizzazione.

Alcuni social network permettono solo di “disattivare” il profilo e non di cancellarlo. •

I materiali e i dati immessi online potrebbero quindi essere conservati nei server, negli archivi informatici dell’azienda che offre il servizio. Pertanto al momento dell’iscrizione occorre leggere bene cosa prevedono le condizioni d’uso.

Siamo noi i migliori difensori della nostra privacy, per cui è indispensa• bile riflettere prima di inserire online dati che non si vuole vengano diffusi. Un’indagine condotta a giugno 2009 da Careerbuilder.com ha fatto emergere che il 45% dei datori di lavoro usa i social network per cercare i candidati per un impiego. Occorre quindi prestare la massima attenzione a ciò che si pubblica.

Occhio allo spam: controllare come vengono utilizzati i dati personali da parte del for• nitore del servizio. Se non si desidera ricevere pubblicità occorre rifiutare il consenso all’utilizzo dei dati per attività di promozioni e marketing.

Alcuni social network danno loro stessi consigli per un utilizzo corretto e sicuro. Quindi è bene prendere visione del materiale messo a disposizione, prima di registrarsi.

Ecco, ad esempio, i consigli per navigare sicuri in Habbo:

Tieni al sicuro le tue informazioni personali. Mantieni segreto il tuo nome com

1. pleto, il tuo indirizzo, numero di telefono, le tue foto o il nome della tua scuola.In questo modo eviterai che qualcuno possa rintracciarti, compiere atti di bullismo nei tuoi confronti o metterti in pericolo.

Lascia che i tuoi amici rimangano pixel. Non incontrarti mai con persone che hai cono

2. sciuto su Internet. Se qualcuno ti chiede di incontrarlo, rispondi ‘No, grazie!’ e racconta l’accaduto ai tuoi genitori o ad un altro adulto di fiducia.

Non aver paura a chiedere aiuto. Se qualcuno ti fa sentire a disagio o cerca di spaventarti in

3. Habbo, segnalalo al Moderatore di turno utilizzando il Punto Esclamativo Blu.

Dimenticati della webcam. Non puoi controllare le tue foto o le immagini della tua webcam.

4. Se le metti online potrebbero arrivare ovunque e non potrai più rimuoverle. Potrebbero venire alterate, copiate ovunque ed essere utilizzate per atti di bullismo o di offesa nei tuoi confronti.Prima di caricare una foto in Internet, chiediti se ti sentiresti imbarazzato se tua mamma la vedesse.

Naviga intelligentemente nella Rete. Tutti i siti che ti offrono Furni o Crediti gratis o che fingono di essere dei nuovi Hotel di Habbo sono scamsite, ossia siti internet creati apposta per rubarti la password. Non fornire mai i tuoi dati di accesso ad Habbo e non scaricare nessun file dai loro server. Potrebbe trattarsi di pericolosi keylogger o addirittura di virus!

Si è visto che i social network sono strumenti sempre più utilizzati dagli utenti del Web, in particolare dai ragazzi. Molti social network però sono stati pensati per un pubblico adulto e i contenuti che vi circolano sono prevalentemente destinati agli adulti, quindi sono ambienti non privi di pericoli: da qui la necessità di offrire ai ragazzi uno spazio protetto.

L’Associazione Davide.it Onlus, nell’ambito delle sue attività di promozione di un uso consapevole e positivo delle nuove tecnologie, ha voluto realizzare uno strumento

sicuro per conoscersi e comunicare. E’ nato così il social network CiaoNet, una rete per le relazioni su Internet dedicata in particolare ai giovani e alle famiglie.

CiaoNet si presenta come uno strumento efficace ad educare ed incoraggiare i giovani ad utilizzare con intelligenza tutte le opportunità offerte da Internet; ad ampliare conoscenze e relazioni; a comunicare in modo democratico e creativo; a sfruttare le straordinarie possibilità di analisi e approfondimento della realtà messe a disposizione dal mezzo. Ha tutte le caratteristiche classiche per “incontrarsi” e fare amicizia, proprie dei comuni social network, ma è

oggetto di controlli sui contenuti immessi, il linguaggio utilizzato e gli argomenti trattati.

L’accesso al servizio è libero, ma gli utenti devono rispettarne lo spirito e le regole. Volontari e collaboratori cercano di garantire il sereno svolgimento delle attività quotidiane.

CiaoNet è per i ragazzi. I suoi contenuti devono essere appropriati al target di riferimento; gli adulti sono presenti in qualità di genitori, insegnanti, educatori.

CiaoNet è regolato da un codice di condotta e da strumenti di controllo per il monitoraggio dei contenuti. Strumenti automatici permettono di controllare i termini inseriti verificandone l’adeguatezza, parole ed espressioni non conformi alla policy del social network sono oscurate.

 

Un monitoraggio dei contenuti è messo in atto da volontari che permettono il corretto svolgimento delle attività, garantendo ai ragazzi una rete senza spazzatura.

Le nuove tecnologie hanno straordinarie potenzialità e non si devono demonizzare, occorre

piuttosto mettere in condizione i giovani di poterle usare in tutta sicurezza.

Questa è la filosofia che sta alla base del sistema di prevenzione Davide.it, in primis del servizio di filtro che protegge l’utente dalla visione di siti inadatti ai minori e secondariamente di tutte le attività portate avanti dall’Associazione Davide.it Onlus, che da oltre dieci anni si occupa di tutela dei minori online.

In generale genitori e ragazzi conoscono i pericoli che si possono incontrare su Internet, tuttavia spesso li sottovalutano e i dati di percezione del rischio raccolti da importanti ricerche preoccupano.

E’ indispensabile che da parte di genitori, educatori e insegnanti ci sia uno sforzo nella tutela dei diritti dei ragazzi. Occorre mettere a disposizione strumenti tali da consentire che l’utenza più giovane possa prendere confidenza con le nuove tecnologie in maniera sicura. CiaoNet vuole essere un passo in questa direzione.

Gli obiettivi della proposta infatti sono: stimolare i ragazzi a confrontarsi su contenuti positivi; sfruttare al meglio le possibilità offerte dalle nuove tecnologie; usare Internet in modo responsabile e consapevole.

CONCLUSIONI

Arrivati a questo punto è inevitabile “da una parte domandarsi quali siano le ragioni profonde che stanno decretando la centralità dei social network tra i consumi e gli immaginari giovanili, dall’altra se tale successo ci deve allarmare o meno.

Facciamo un piccolo passo indietro: la coltivazione di rapporti sociali in Internet non è una novità del 2.0. Internet è popolato da decenni da spazi di socialità: bacheche elettroniche, chat, forum. Ciò che cambia con i social network è l’ intensità di queste relazioni che diventano meno volatili, più radicate e si avvicinano di più a relazioni off-line. I social network diventano cioè strumenti per gestire con estrema efficacia la socialità e il proprio ruolo nella rete di amicizie, conoscenze e potenziali tali.

I social network diventano cioè una rete di possibilità’: la possibilità di contattare tutti e di non perdere nessuno.

Una ulteriore riflessione riguarda il ruolo della famiglia: diversi soggetti intervistati hanno raccontato di avere tra i loro contatti i propri famigliari. Si tratta in massima parte della famiglia ‘allargata’: cugini coetanei o parenti lontani (rimasti al paese d’origine o in alcuni casi residenti all’estero). Con questi ultimi in particolare, si intessono relazioni finalizzate al mantenimento del contatto, che non faccia ‘perdere’ il legame con la rete familiare estesa.” C’è anche da considerare come il più delle volte “i ragazzi siano più intelligenti e moderati nell’utilizzo di tali strumenti di quanto certe rappresentazioni mediali vogliano far passare: spesso le critiche ai social network risentono da una parte di un velato conservatorismo e luddismo, dall’altra di un certo pregiudizio da parte degli adulti nei confronti di un mondo che ancora capiscono in parte.

La caratteristica dei social network nell’essere acceleratori e organizzatori di relazioni e socialità non deve dunque spaventarci, se, come accade per la maggior parte dei nostri soggetti, tali relazioni e socialità hanno la capacità di arricchirsi di affettività e significati profondi”.

Anche i social network, quindi, se ben utilizzati, sono utili: forniscono straordinarie possibilità di analisi e approfondimento della realtà e soprattutto consentono di comunicare, entrare in relazione con altri e non sempre solo in modo superficiale.

Non ci sono vere e proprie strategie, se non quella del buon senso: come ci si dà delle regole di comportamento nella vita reale, occorre farlo anche nel mondo virtuale. Un uso consapevole e attento di questi nuovi strumenti di comunicazione scongiura la maggior parte dei rischi e consente di godere solo del bello di Internet.

 

 

I L FENOMENO D E I SOCIAL NETWORK

Facebook, MySpace, Netlog, etc.: si parla sempre più di social network. Ma cosa sono davvero e come funzionano le reti di relazioni su Internet? Quali sono i rischi connessi ad un uso poco attento e consapevole? La strategia dei genitori deve essere quella di controllare, vietare o ancora lasciar correre?

Internet viene spesso ritenuto responsabile di due problemi giovanili: il cattivo andamento scolastico e la superficialità nei rapporti, fino ai comportamenti cosiddetti a rischio. Per risolvere questi due problemi le modalità di intervento diffuse tra i genitori sono essenzialmente due. “Da una parte la strategia dei divieti: vieto Internet, vieto il computer, vieto la Playstation, vieto la televisione, fino a quando non arrivano risultati scolastici positivi. Dall’altra la strategia dei controlli: guardo (‘spio’) quello che mio figlio fa su Internet e se vedo che attua comportamenti a rischio o illegali intervengo. Ovviamente esiste un terzo atteggiamento, e forse è anche il più diffuso: ignoro qualsiasi cosa fino a quando non sono costretto a portarvi attenzione”.

Ma esiste una strategia vincente? E, soprattutto, come mai i giovani (e non solo) sono così attratti dalle reti sociali su Internet? I social network sono siti che consentono di mettere le persone in contatto e far nascere relazioni. Permettono di comunicare e condividere la propria vita con altri utenti che vivono ovunque nel mondo.

Per entrare a far parte della comunità di un social network è necessario effettuare una registrazione, compilando il form di richiesta dati per il profilo del nuovo utente. Attraverso la creazione di un profilo personale chi si iscrive può raccontare qualcosa di sé; pubblicare immagini, link, musica e video; partecipare a gruppi tematici e alle relative discussioni; interagire con altri utenti in vari modi.

E’ possibile ricercare persone specificando alcuni criteri come età, sesso, luogo di residenza,  interessi comuni.

I social network si configurano quindi come delle piazze virtuali che espandono la nostra possibilità di comunicare, anche in ambito politico e sociale, trasformandoci in agenti attivi di campagne a favore di quello in cui crediamo.

Il social network ha totalmente aperto e modificato le frontiere della comunicazione digitale:

integra in un solo “contenitore” vari servizi: il profilo dell’utente, il blog, la messaggistica, il download della musica, la gallery fotografica, la community.

Nei social network, inoltre, è esaltata una delle caratteristiche chiave del Web 2.0, cioè la partecipazione, l’interesse attivo dei membri a trovare amici e coltivare relazioni.

La Community è costituita da un gruppo di utenti che si aggrega in base a interessi comuni, per scambiarsi informazioni, cercare il confronto, attivando varie e profilate modalità di interazione interna al gruppo che si è formato e che può crescere e sviluppare a sua volta nuove community più specifiche. Il concetto di Community sviluppa nell’utente un senso di identificazione e di appartenenza a un gruppo che ha connotazioni e competenze particolari, che lo differenziano da altri gruppi e ne determinano l’identità. Gli utenti selezionano le modalità di comunicazione e di socializzazione che meglio aderiscono alle esigenze di interazione della Community e creano strategie mirate a implementare lo scambio di contenuti e di conoscenze.Appartenere a un gruppo che si è autoselezionato significa poter accedere al bagaglio culturale, sociale ed emozionale dei membri che ne fanno parte.

L’uso dei social network ha visto una crescita esponenziale negli ultimi anni e coinvolge un numero sempre maggiore di popolazione.

Secondo il 43° rapporto annuale del Censis (Centro studi investimenti sociali), pubblicato all’inizio dell’anno, sono 19,8 milioni gli italiani che hanno confidenza con almeno uno dei tanti social network esistenti.

La conoscenza di Facebook e YouTube è massima tra i giovani di 14-29 anni (il 90,3% e l’89,2% rispettivamente), risulta elevata tra gli adulti (il 64,2% e il 64%) e scende notevolmente solo tra gli anziani (il 24,6% e il 22,9%), tra i quali è l’uso ad essere praticamente nullo (intorno all’1,5%). Più della metà dei giovani, invece, utilizza Facebook (56,8%) e più di due terzi YouTube (67,8%), e non è trascurabile l’impiego di YouTube anche tra gli adulti (23,5%).

Anche una ricerca condotta dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ha confermato l’importanza dei siti di social network tra i ragazzi. “Non si tratta di una centralità, come vedremo, solo d’uso (cioè in termini di ‘quantità’ di minuti passati o di qualità, rispetto al coinvolgimento e profondità nell’uso di tali servizi), ma in primis si tratta di una centralità valoriale.

Quando si parla di centralità dei social network si fa riferimento non solo alla capacità che hanno questi servizi di dialogare, fraseggiare, inserirsi con estrema forza nel tempo quotidiano dei giovani, ma ci si riferisce anche a una centralità che fa percepire ai ragazzi tali servizi sempre più ‘indispensabili’. Indipensabili in quanto legati a una contemporaneità in alcuni casi accelerante e complessa, che necessita di strumenti che semplificano e  stabilizzano relazioni e tempi. Ma, viceversa, indispensabili anche perché strumenti in grado di aumentare la molteplicità del reale e le occasioni di socialità.”

Si parla già dell’era Web 2.0 come di un periodo ormai in fase di conclusione, che sta cedendo il passo al Real Time Web 3, il web delle comunicazioni in tempo reale, che rappresenta una nuova forma di comunicazione e di essere online: si cercano e si diffondono informazioni su Internet nel momento stesso in cui vengono prodotte. Con questo fenomeno emerge la centralità delle persone all’interno dei social network: sono gli amici che scegliamo il primo sistema di filtraggio della complessità e della eterogeneità delle informazioni online, saranno loro a selezionare i contenuti interessanti e di valore. Le nuove tecnologie da questo punto di vista ci mettono in contatto con dimensioni molto umane: spesso qualcosa ci interessa perché interessa a persone a noi vicine.

 

Da una ricerca condotta da Microsoft in 11 paesi europei, Italia compresa, su 14mila utenti, presentata in occasione del Safer Internet Day 2010, la giornata europea per la sicurezza in Rete, emerge che giovani e genitori non hanno sufficiente consapevolezza dei pericoli che si

 

incontrano su Internet, anzi entrambi sono troppo sicuri delle proprie conoscenze per evitare davvero le insidie della Rete.

 

Secondo l’indagine il 79% die teenager europei oggi ha almeno una propria pagina su un social network e il 43% ritiene sia pienamente sicuro postare e condividere informazioni personali attraverso i social media. Al punto da inserire online anche dati e riferimenti particolarmente sensibili: in Italia, ad esempio, il 26% dei ragazzi condivide il proprio indirizzo di casa, il 56% indica il nome della propria scuola, il 76% si scambia foto e video anche di amici e il 59% l’indirizzo di posta elettronica o di instant messaging. Evidentemente anche solo una di queste informazioni, condivisa senza attenzione nel Web, può permettere ad eventuali malintenzionati di aprire un fronte pericoloso di contatto. Ecco perché quasi due terzi dei teenager europei (63%) sono stati contattati online da sconosciuti, una percentuale che sale al 73% in Italia, la più alta tra i diversi paesi.

 

Non solo: più del 46% dei ragazzi spesso, spinto dalla curiosità, risponde a persone non fidate. Nonostante queste evidenze, il 59% dei genitori si dichiara sereno sulla navigazione in Rete dei propri ragazzi, convinto che sappiano adottare tutte le precauzioni per proteggere e condividere responsabilmente le informazioni online. Tanto che ben il 40% dei genitori italiani non ne controlla i movimenti online o i post pubblicati. Percentuale che cresce se vista attraverso le risposte dei più giovani: per il 66% dei teenager europei, infatti, i propri genitori non fanno nulla per limitare o controllare il loro utilizzo di Internet. Così è anche per il 55% dei ragazzi italiani, mentre solo 1 su 10 ha un sistema di parental control installato sul proprio computer (12%) o utilizza Internet in soggiorno anziché nella propria camera da letto (15%).

L’indagine sull’utilizzo dei sistemi di Social Networkin condotta da ANSSAIF (Associazione Nazionale Specialisti Sicurezza in Aziende di Intermediazione Finanziaria) conferma questo trend: oltre il 55% degli intervistati non si ritiene affatto preoccupato dei rischi connessi con l’uso dei social network oppure ritiene che possa capitare solo ad altri. E la percentuale più elevata dei “non preoccupati” è proprio nella classe di età 18-30 anni.

Ma i rischi esistono, soprattutto se si fa del Web in generale e dei social network in particolare  un uso poco attento e consapevole.

Un primo fondamentale problema che può emergere da un uso non attento delle reti di relazioni su Internet riguarda la scelta delle informazioni personali da condividere.

I social network sono strumenti che danno l’impressione di uno spazio personale, o di piccola comunità. Si tratta però di un falso senso di intimità che può spingere gli utenti a esporre troppo la propria vita privata, a rivelare informazioni strettamente personali, provocando “effetti collaterali”, anche a distanza di anni, che non devono essere sottovalutati.

Quando si inseriscono dati personali in un social network se ne perde il controllo . i dati possono essere utilizzati, rielaborati, diffusi anche a distanza di anni. Una volta caricata una fotografia, un video, un file audio, è possibile per chiunque copiarla sul proprio computer e poi, a propria volta, diffonderla. Per questo, anche se si cancella la propria copia del file, è possibile che ne esistano altre copie.

Inoltre le informazioni personali troppo precise rese visibili nel profilo dell’utente possono essere utilizzate da eventuali malintenzionati per localizzare potenziali vittime inconsapevoli.

Un altro pericolo diffuso all’interno delle reti di relazioni online sono i falsi profili, cioè persone che si spacciano per altre (si dichiarano età, sesso, identità diversi dalla realtà). E’ importante che si abbia sempre la certezza di sapere con chi ci si sta relazionando.

Altro aspetto negativo dei social network è rappresentato dal fatto che i malintenzionati hanno sempre maggiori possibilità di orchestrare delle truffe ai danni degli utenti che corrono rischi frequenti di virus che infettano i computer, creando danni non indifferenti, come la violazione delle password.

 

 

 

 

 

 

 

 

Parlare in pubblico? Step 2

Tutti i grandi oratori furono all’inizio

pessimi parlatori.

(Ralph Waldo Emerson)

La verità è che nessuno ci ha insegnato a parlare in pubblico, non è colpa nostra, non è previsto, mentre in alcune scuole anglosassoni il public speaking è materia di insegnamento. Così mentre cresciamo e le nostre esperienze di recite scolastiche diventano traumi che ci segneranno per la vita, nessuno ha la minima idea che si possa effettivamente fare qualcosa di semplice e di potente per darci le basi di questa capacità utile in mille occasioni per il resto della nostra vita. 

L’importante, se vuoi scendere nell’arena è imparare questa abilità fondamentale, è capire un assioma di partenza: tu sei il mezzo principale per trasmettere il messaggio, non sei l’oggetto dell’intervento. 

non devi fare presentazioni belle. Devi fare presentazioni efficaci, utili, portare i risultati che vuoi. 

Lascia che il messaggio sia più importante di te stesso. 

Man mano che acquisisco sicurezza sul contenuto (il cosa devo dire), la forma (il come lo dico) diventa migliore.

Parlare in pubblico non significa solo dire qualcosa, ma saperla dire quella cosa…efficacemente. 

Si tratta di capire COME DIRE QUELLO CHE VUOI DIRE, nella maniera più strategica possibile. 

Non si può fare a meno nè del contenuto e nè della forma.

Trascurare i contenuti significa superficialità, approssimazione e tutto ciò che è lontano dal mio modello di eccellenza. 

Trascurare la forma significa  fare ciò che fa il 90% delle persone, cioè comunicare in maniera non efficace.

Il GIOCO consiste nel TRASFORMARE ciò che sai in qualcosa di fruibile, impattante e corrispondente all’obiettivo che hai per il tuo uditorio. 

Solo quando sei ben preparato sul contenuto, puoi concentrarti sulla forma dell’esposizione.

Ci metto tre settimane per preparare

un discorso improvvisato.

(Mark Twain)

 

Il Test del CUBO

 

 

Viaggio nel deserto per capire chi sei

Devi immaginare una grande distesa di sabbia, dove ci si imbatte in diversi oggetti, animali, situazioni: è un test per conoscere meglio se stessi e il proprio rapporto con gli altri.

Il cubo

Stai camminando nel deserto, quando all’improvviso ti imbatti in un cubo…

Quanto è grande ?

Come una citta’

Come una montagna

Come un grattacielo

Come una casa

Come un armadio

Come un uomo

Come un’automobile

Come un computer

Come un vocabolario

Come un dado

In che materiale è realizzato ?

Polistirolo

Vetro soffiato

Sabbia

Ghiaccio

Cristallo

Gomma

Legno

Plastica

Plexiglas

Granito o cemento

Acciaio

Oro o argento

Platino o diamante

Di che colore è ?

Luccicante e trasparente

Rosso

Arancione

Giallo

Verde

Azzurro

Blu

Viola

Bianco

Nero

Grigio

La scala

Cammini lasciandoti alle spalle il cubo quando ti appare una scala…

Com’è ?

A pioli, da pompiere, ma sospesa nel vuoto

A pioli, da imbianchino (aperta a triangolo)

A chiocciola

Con gradini larghi saldamente appoggiati al suolo

Quant’è lunga ?

Molto piu’ di te

Come te

Meno di te

In che materiale è realizzata ?

Ferro e acciaio

Legno

Marmo e cemento

Il cavallo

Proseguendo il viaggio ti viene incontro un cavallo…

Com’è?

Grande e possente

Magro e macilento

Piccolo e tozzo

Di che colore è ?

Bianco

Nero

Pezzato

Marrone

 

La tempesta di sabbia

Ti fermi in mezzo al deserto incuriosita da un fruscio. Ti giri e vedi il cubo, la scala, il cavallo. E’ solo un attimo: il cielo si oscura e una tempesta di sabbia li travolge. Dopo pochi minuti torna il sereno. Una sola cosa si salva e ti appare davanti.

Quale ?

Il cubo

La scala

Il cavallo

 

 

 

 

 

 

 

Il viaggio nel deserto di…………………..: l’interpretazione

 

Il cubo rappresenta la personalità

La sua dimensione corrisponde al livello di sicurezza di sè:

più è grande più si possiede una personalità da leader, forte decisa e difficilmente influenzabile. Più è piccolo più è scarsa la fiducia in se stessi e debole la personalità.

Il materiale con cui il cubo è realizzato conferma o smentisce quanto espresso dalla sua dimensione.

Se è resistente significa che la sicurezza espressa da un cubo enorme è ben radicata, oppure rivela che la dimensione piccola del cubo immaginato esprime una personalità debole solo in apparenza. Un materiale fragile o comunque poco solido abbinato a un cubo di grosse dimensioni smaschera invece un’insicurezza di fondo, faticosamente celata sotto una grinta fittizia. Un cubo piccolo e fragile denuncia sempre una personalità insicura, dominata dalla paura di sbagliare e di non piacere agli altri.

Il colore del cubo esprime invece la vivacità di temperamento, l’impulso ad aprirsi agli altri, la voglia e la curiosità di vivere esperienze nuove.

Quanto più il colore è acceso tanto più il temperamento è vivo, allegro e spontaneo.

La scala rappresenta l’amicizia

La forma indica il valore che, in genere, si attribuisce a questo sentimento.

Esprime inoltre il livello di amore, di stima, di lealtà con cui ci si rapporta con gli amici.

La lunghezza segnala la disponibilità a stringere nuove amicizie.

Il materiale con cui è costruita esprime quanto contano nella vita le amicizie di più antica data.

Il cavallo rappresenta il partner e il rapporto con l’amore

La sua dimensione indica quale posto occupa il partner nella vita e quale importanza viene attribuita all’amore.

Il suo colore esprime il grado di confidenza e di intimità raggiunto con il partner, nonchè la propria visione del sesso.

La tempesta di sabbia rappresenta il tuo maggior sostegno nella vita

Ciò che ti è rimasto rappresenta quello che tu consideri come l’unico sostegno a cui aggrapparti e su cui poter contare veramente nei momenti di difficoltà, di tristezza, di solitudine, nonchè la cosa che riveste valore nella tua vita.

 

 

 

 

 

PARLARE IN PUBBLICO??? SI PUO’, SI DEVE E SI DEVE FARLO AL MEGLIO!!!

Immagine

 

 

La mente è una cosa meravigliosa.

Inizia a lavorare nel momento in cui nasci e non si ferma mai 

finchè non devi parlare in pubblico.

(John Mason Brown)

 

Trasformare lo stress in punto di forza e migliorare la performance?

Prevenire il dissenso e volgerlo a tuo favore?

Conquistare le persone con il tuo “carisma”?

Aprire in bellezza e chiudere in trionfo?

PUOI FARLO!!!

PARLARE IN PUBBLICO E’ UNA DELLE COSE A VOLTE PIU’ DIFFICILI E FATICOSE MA POSSIAMO, CON POCHI CONSIGLI, MIGLIORARCI.

Cena, riunione, discorso, conferenza, convegno, riunione di condominio, corso,… o anche tra colleghi, o con alcuni parenti, o dalla parrucchiera e all’ufficio postale… qualsiasi intervento davanti a 3 persone o 300 o 3000 significa parlare in pubblico e molti di noi, in una di queste situazioni,si nasconde evitando di trasmettere le proprie idee poichè ha paura o non sa farlo in maniera efficace.

“Accogliamo con un grande applauso Antonella Sibio”. E’ stato quello uno dei momenti più lunghi della mia vita, dove senti il tempo fermo e le lancette gelide come il tuo corpo di ghiaccio e stai camminando dalle quinte fino al centro del palco eppure non te ne accorgi e sai già li mentre un fascio di luce di penetra nelle pupille e sento come lontanissimo l’applaudire della gente che ancora non vedo e la mente ferma e le parole… si chiama stress, paura, emozione, … Lo stress è prima di rompere il ghiaccio, di iniziare a parlare. La paura è nei primi istanti, nelle prime parole che dico poichè ho la consapevolezza che nei primi 10 secondi mi gioco tutto; il pubblico è li che ti ama o ti odia, nei primi 10 secondi. Ed infine l’emozione, quella sensazione di successo, di conquista, di traguardo se il pubblico è mio; emozione colorata di tristezza, rabbia, frustazione se non è andata come pensavo. 

 

COME POSSO ESSERE UN OTTIMO PUBLIC SPEAKING?

1 STEP – CONSIGLIO: UN BUON INIZIO

Attendere il silenzio per iniziare a parlare. Vado lì al centro, nel mio “cerchio del potere”, guardo tutti negli occhi, lentamente. Parlano, si accorgono di me, continuano a parlare ma qualcuno poi smette e poi, quando anche l’ultimo tace, io inizio.  

E’ importante chiamare il rispetto, sempre. Non solo quando sono sul palco e sono un docente o un formatore. Anche quando sono in una riunione, o tra amici, colleghi… sempre. Saper ascoltare ma chiedere l’ascolto. Chiamare con gli occhi, entrare con lo sguardo in sintonia con gli altri e solo nel silenzio, iniziare a parlare. 

Chi alza la voce è colui non capace di farsi ascoltare.

Ecco il primo esercizio da fare.

L’inizio. Il VIA. Sperimentate questo primo consiglio: metto la mia persona disponibile all’intesa degli altri; guardo tutti negli occhi lentamente prima di iniziare e anche mentre parlo (mai fissarsi con lo sguardo su una sola persona o su poche persone); attendere in silenzio, respirare, iniziare.

PROVATECI!!!

A DOMANI CON IL 2° CONSIGLIO (IL SECONDO STEP).

Antonella Sibio